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16
Nov

Donne e motori. È ora di sfatare qualche mito

Le statistiche parlano di un aumento del mercato femminile dell’auto, sia in termini di acquisto che di utilizzo, ma  i media continuano a raccontarci di un mondo automobilistico per soli uomini. Per questo abbiamo deciso di sfatare qualche mito che da sempre si abbina all’accoppiata donne e motori.

 

Quante volte abbiamo sentito dire che “l’auto è femmina”? Quante volte abbiamo visto spot pubblicitari paragonare l’auto ad una bella donna? E ancora, quanti nomi di donna hanno ispirato macchine e marchi? Flavia, Fulvia, Giulietta e così via.

 

La risposta è tante, forse troppe volte.

 

Troppe volte il mondo dei motori si è unito al mondo della donna utilizzando quest’ultima come metafora stessa dell’automobile e non come vera  e propria utilizzatrice, facendolo peraltro nel modo più stereotipato (“una carrozzeria da urlo!”, “che curve mozzafiato!”, “oggetto di passione per gli uomini!”).

 

stereotipo donna

 

 

Per comprendere quanto questa idea sia radicata nel nostro immaginario dovremmo tornare agli anni 20 e scomodare D’Annunzio che, prima di noi, affermava:

 

“L’Automobile è femminile. Questa ha la grazia, la snellezza, la vivacità d’una seduttrice; ha, inoltre, una virtù ignota alle donne: la perfetta obbedienza. Ma, per contro, delle donne ha la disinvolta levità nel superare ogni scabrezza.”

 


Da allora, per quanto il rapporto tra donna e motori sia sempre stato piuttosto stretto, quasi tangente, la figura femminile è rimasta ancorata ai rigidi stereotipi del passato e di conseguenza utilizzata come elemento decorativo, corpo, oggetto del desiderio (ragazze immagine nelle fiere, ombrelline, spogliarelliste ecc.). Non vi fidate? Provate a cercare le parole “donne” e “motori” su google…

 

stereotipo donnaLa donna rimane per i marchi di auto una Musa ispiratrice, ma difficilmente nelle pubblicità c'è la volontà di rappresentarla fiera e sicura dietro ad un volante e, nelle rare eccezioni in cui guida, subentra di prepotenza quella tradizione popolare che vuole nel binomio donne e motori solo “gioie e dolori” e quell’immagine stereotipata di donna-oca imbranata che offende il proprio pubblico e ottiene di fatto l’effetto opposto a quello desiderato (vedi pubblicità Seat a lato).

Il risultato ovviamente è un settore, quello automobilistico, influenzato da stereotipi e luoghi comuni e incapace di capire e soddisfare una parte importantissima del suo mercato; perché ricordiamoci, per quanto il mondo dell'auto, per convenzione sociale, è da sempre il territorio “maschile” per eccellenza, diversi segnali ci dicono che negli ultimi anni le donne stanno conquistando nuovi e importanti spazi.                   

 

Ed è proprio da questi segnali che siamo voluti partire per provare a sfatare qualche mito!!!

 

 

Alle signore piace la macchina piccola.

Sbagliato. Secondo un’ indagine di mercato condotta da iseeCars, la preferenza d'acquisto di un crossover da parte di una donna sarebbe del 67% superiore a quella di un uomo, mentre quella di SUV del 9% maggiore.

 

L’ auto è una questione da uomini.

In verità un rapporto pubblicato da Frost&Sullivan mette in evidenza che nell’80% dei casi sono le donne a scegliere quale macchina acquistare e generalmente hanno le idee ben chiare: comodità e funzionalità senza tralasciare il design.

 

Le donne hanno difficoltà a parcheggiare

Errore. Una ricerca commissionata dalla National Car Parks, la più grande compagna di parcheggi inglese, ha sconvolto pure noi: pare infatti che le oltre 700 telecamere sparse per i parcheggi del Regno Unito abbiano dimostrato che in media le donne parcheggiano in minor tempo rispetto agli uomini.


Il carrozziere è un lavoro da uomini

E se vi dicessimo che sono oltre 700 le donne carrozziere in Italia? Incredibile vero?

Donna al volante, pericolo costante

Ebbene si, possiamo smentire anche questo. Il 60% delle automobiliste non è mai rimasto coinvolto in incidenti mentre per gli uomini la percentuale scende al 40%.


 

In conclusione, seppur le donne continuino a non avere troppa dimestichezza con la meccanica o la manutenzione, ciò non significa che non abbiano le idee chiare sul modello di auto adatto a loro o non sappiano decidere in autonomia a quale autoriparatore rivolgersi, senza affidarsi ai consigli di un uomo.

 

Chissà, magari un giorno il vostro meccanico deciderà di levare il classico immancabile calendario sexy appeso all’officina e lo sostituirà con quello della nazionale di rugby…